Contesto mondiale

La strategia della Confederazione 2013–2016 in materia di cooperazione internazionale è dettagliata in un messaggio adottato dal Parlamento nel settembre del 2012. Tale strategia è direttamente connessa con gli obiettivi di politica estera e con la strategia di politica economica esterna della Svizzera.

La cooperazione internazionale è fortemente influenzata dal contesto mondiale e dalle grandi sfide planetarie. La pressione esercitata sulle risorse naturali, i mutamenti climatici, l'instabilità finanziaria ed economica, la fragilità dello Stato e i conflitti esacerbano ulteriormente le difficoltà incontrate dalle popolazioni più povere. Queste sfide richiedono impegni concertati e coerenti a livello mondiale.
L'aumento delle sfide globali, l'avanzata dei grandi Paesi emergenti, il mutamento delle strutture sociopolitiche nell'Europa dell'Est, la Primavera araba del 2011 e la crescente frammentazione dell'aiuto allo sviluppo impongono agli attori della cooperazione internazionale, e alla Svizzera in particolare, di adeguare le proprie prospettive e le proprie prassi.

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Progressi contrastanti dei Paesi in via di sviluppo

I Paesi in via di sviluppo sono lungi dal costituire un insieme omogeneo: alcuni hanno fatto progressi significativi in vari settori chiave dello sviluppo umano, mentre altri, vittime di catastrofi naturali, di crisi politiche o dell'assenza dello Stato di diritto, regrediscono. Anche all'interno di una stessa nazione le disparità rimangono spesso importanti.

Su scala mondiale, il tasso di mortalità infantile è diminuito di un terzo tra il 1990 e il 2009. Il numero di persone che ricevono trattamenti antiretrovirali per l'HIV o l'AIDS è stato moltiplicato per 13 tra il 2004 e il 2009, facendo calare del 19 per cento i decessi dovuti a questa malattia. Il numero di bambini non scolarizzati è diminuito di un terzo tra il 1999 e il 2009, mentre l'accesso all'acqua potabile è passato dal 77 per cento nel 1990 all'87 per cento nel 2008.

Nonostante questi aspetti incoraggianti, rimangono numerose sfide. La proporzione di persone che soffrono la fame ristagna ad esempio al 16 per cento. Parimenti, circa 2,6 miliardi di persone non hanno ancora servizi igienici o altre forme di depurazione dell'acqua migliorata con, per risultato, la diffusione di malattie accompagnate da diarrea quali il colera.

L’avanzata dei grandi Paesi emergenti

Il peso dei Paesi emergenti nelle relazioni internazionali non cessa di crescere. Cina, India, Russia e Brasile, ma anche Sudafrica, Corea del Sud e Indonesia stanno acquisendo sempre più importanza sulla scena internazionale. La loro crescita ha effetti contrastanti sullo sviluppo dei Paesi poveri. I Paesi emergenti continuano ad aumentare i loro scambi con i Paesi meno sviluppati (PMS). Così i Paesi emergenti gestiscono oggi i propri programmi di cooperazione Sud-Sud, anche a beneficio dei propri interessi strategici e con le relative conseguenze sui modelli di sviluppo dei Paesi più poveri.

Paradossalmente, i Paesi emergenti (ad eccezione della Cina) sono riusciti a ridurre solo in minima parte la povertà all'interno dei propri confini. In essi si trovano i due terzi delle persone che devono vivere con meno di due dollari al giorno. E il gap sociale continua ad aumentare anche in queste società.

Cambiamenti di sistema e tensioni nei Paesi in transizione

Contribuire alla transizione nei Paesi dell'Europa dell'Est verso un'economia sociale di mercato significa aiutarli a consolidarne la stabilità e a trasformarne i sistemi politici, economici e sociali. Molti di loro non si sono ancora ripresi dal tracollo dell'economia seguito alla caduta dell'Unione sovietica. In Asia centrale e nel Caucaso meridionale, la transizione è resa tanto più difficile dal fatto che la regione ha assunto un'importanza geostrategica per la presenza di importanti giacimenti di idrocarburi.

Conseguenze della Primavera araba del 2011

La caduta dei regimi autocratici in Tunisia, in Libia e in Egitto annunciano un'apertura economica, sociale e politica in tutto il Nordafrica. Ma tale evoluzione si accompagna ai rischi che comporta qualsiasi transizione precipitosa: fondamentalismo politico-religioso, conflitti interni e reazioni delle istituzioni e dei gruppi d'interesse del vecchio regime.

Aumento delle sfide globali


Mutamenti climatici, insicurezza alimentare, penuria di risorse idriche, pandemie, migrazione internazionale irregolare e mercati finanziari instabili: ecco le sfide globali di oggi. Se tutte le regioni del mondo si trovano ad affrontarle, sono però le fasce più povere della popolazione a soffrirne di più. Limitare le conseguenze nefaste dei problemi a livello mondiale sulle persone più vulnerabili è quindi diventata la posta in gioco principale della cooperazione internazionale. A tal fine, la cooperazione internazionale svizzera agisce a tutti i livelli.

Dibattito sulla cooperazione internazionale

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli attori della cooperazione internazionale: accanto ai donatori tradizionali, molti Paesi emergenti e attori privati stanno assumendo oggi un'importanza sempre crescente. Questo nuovo contesto ha portato a una progressiva frammentazione dell'aiuto che fa incombere rischi sulla sua efficacia. Al fine di ovviare a tale situazione, la Svizzera si impegna nel processo internazionale mirante a ottimizzare l'efficacia della cooperazione.

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